
Un cane viene considerato anziano quando iniziano a comparire i primi segni dell’invecchiamento. I cani senior spesso presentano mobilità ridotta, diminuzione della massa muscolare, ridotta forza e resistenza, sonnolenza e problemi di stitichezza.
Anche il senso del gusto, dell’olfatto, della vista e dell’udito si riduce, mentre la digestione rallenta a causa di minore secrezione enzimatica e mucosa gastrica meno efficiente. Il sistema immunitario si indebolisce e il pelo diventa più opaco, talvolta imbiancato.
Una corretta alimentazione biologicamente appropriata può prevenire molte problematiche e rallentare l’invecchiamento. Come sottolinea Swanie Simon in “La dieta BARF per cani anziani o malati”, tutte le specie animali si nutrono dello stesso cibo biologicamente adatto alla loro natura: nel cane senior, la ridotta attività motoria comporta un fabbisogno calorico minore, facilmente regolabile diminuendo le quantità di cibo, senza alterare la qualità dei nutrienti.
È importante adattare la dimensione dei pezzi di carne e degli ossi, favorire fibre alimentari per prevenire la costipazione e stimolare appetito e sensi con alimenti dall’odore intenso o aggiunta di grassi e oli. La dieta BARF garantisce proteine facilmente digeribili, essenziali per mantenere tessuti, massa muscolare e sistema immunitario anche in presenza di ridotto metabolismo.
Anche nella fase iniziale di malattie renali, le proteine non devono essere drasticamente ridotte: solo in stadi avanzati è utile moderare il fosforo e integrare vitamine e oligoelementi.
Un’alimentazione fresca, non trattata e ricca di vitamine, enzimi, minerali e sostanze vegetali secondarie funge da antiossidante naturale, contrastando i radicali liberi responsabili dell’invecchiamento e promuovendo longevità e salute. La massima “noi siamo quello che mangiamo” vale anche per i nostri amici a quattro zampe.
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